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Se siete appassionati di elettronica saprete sicuramente cos’è un bromografo. Se non lo sapete è un magnifico strumento che permette di realizzare circuiti stampati con estrema facilità. Se non fosse per i costi proibitivi sarebbe sicuramente molto più diffuso e conosciuto. Oggi vedremo come costruirne uno in pochi e semplici passi e soprattutto in maniera molto economica.

COM’E’ FATTO UN BROMOGRAFO

Prima di tutto vediamo in cosa consiste un bromografo: non è altro che un apparecchio la cui forma ricorda uno scanner e al cui interno sono piazzate delle lampade UV che “abbronzano” le basette su cui rimarranno impressi i nostri circuiti. Il procedimento normalmente dura un paio di minuti scarsi, dopodiché si immerge la basetta nel cloruro ferrico perché restino solo le “piste” di rame che abbiamo disegnato.

In questo esempio vi presento il modello pù semplice che ho costruito, con tanto di istruzioni per il montaggio.

LA COSTRUZIONE

Se avete un vecchio scanner siete già a posto, basta aprirlo, svuotarlo e piazzarci i neon, altrimenti dovrete trovare/costruire un altro contentore. In tal caso un foglio di compensato sottile (ma rigido!) andrà benissimo. La cosa fondamentale, l’unica a cui prestare particolare attenzione è la distanza tra i neon, insieme all’altezza del contentiore. Ovviamente maggiore è la distanza tra i neon e maggiore dovrà essere l’altezza del contenitore per avere una illuminazione omogenea, ma di questo parleremo più avanti.

Prima di continuare è d’obbligo precisare che non mi assumo alcuna responsabilità per eventuali danni causati dalle informazioni/istruzioni presenti in questa pagina. Inoltre vi sconsiglio di mettere le mani sulla corrente elettrica a 220V se non sapete cosa state facendo.

PRIMA DI COMINCIARE – Il materiale

Avremo bisogno di:

  • 3 neon UV da 8 Watt (anche 4 se preferite)
  • 6 torrette per neon da 8W (servono per tenere fermi i neon)
  • 3 starter per neon in serie + 3 portastarter
  • 1 reattore per neon da 8W + 1 da 16W
  • Cavo + spina per la corrente elettrica (e magari anche un interruttore sempre per la 220V)

Se poi scegliete di costruire il contenitore da soli:

  • 2 cerniere per il coperchio
  • Un foglio di compensato rigido spesso 6-8mm
  • Staffe metalliche a 90°
  • Staffe metalliche dritte
  • Viti e bulloni vari
  • Un pezzo di vetro trasparente (preso anche da una cornice)

I neon UV si trovano nei negozi di elettronica. Di norma costano tra i 5€ e gli 8€ l’uno. I reattori  potete trovarli nei negozi di materiale elettrico, mentre per tutte le altre cose, se volete spendere poco, vi consiglio di fare un bel giretto in una delle grandi catene dedicate al fai da te.

PASSO 1 – Il contenitore

Recuperate un contenitore della grandezza di uno scanner, ma non sottile come gli scanner moderni. Se scegliete di costruirlo potete aiutarvi con delle staffette metalliche a 90°, come quello proposto in foto. Quando avete finito riempite gli spazi vuoti con un po’ di colla Vinavil. Come dicevo prima, l’altezza del contenitore è fondamentale per ottenere un’illuminazione omogenea. Nel mio caso ho optato per circa 8 cm.

PASSO 2 – Le misure

Dovrete lasciare un po’ di spazio per alloggiare i reattori e gli starter (nel prossimo passaggio vedremo come collegarli). E’ bene sistemare un piccolo pannello di compensato tra l’area dei neon e quella dedicata alla parte elettrica, in modo che non venga “abbrustolita” dalla luce UV.

Abbiamo detto che la distanza tra i neon è fondamentale. C’è una semplicissima regola di illuminotecnica che ci permetterà di avere una illuminazione omogenea: la distanza tra un neon e l’altro deve essere la metà della distanza tra i neon e i bordi del contenitore.

Prendete le misure per sistemare le torrette per i neon (quelle in cui il tubo verrà incastrato), ma non fissatele ancora.

PASSO 3 – I neon

Il collegamento dei neon è molto semplice. Avrete notato che sia nelle torrette che nei porta-starter sono presenti dei fori per fare i collegamenti senza saldature. Basta inserire il filo e il gioco è fatto.

Lo schema sottostante mostra come collegare neon, starter e reattori. Il reattore (giallo) in alto è quello da 8W, mentre l’altro, in basso, è quello da 16W. E’ possibile utilizzare reattori di potenza superiore (non eccessivamente, pena il maggior deterioramento delle lampade. Non è possibile utilizzare un solo reattore perché ognuno supporta al massimo 2 neon collegati in serie.

Prima di sistemare i neon è necessaria un’altra piccola accortezza: stendere sul fondo un po’ di carta stagnola, per riflettere la luce verso l’alto, e posizionare un po’ di cartoncino nero sui fianchi per assorbire la luce, evitando che venga riflettuta al centro, creando false piste.

Usate i cosidetti “cappucci” per collegare i cavi e, se volete, un po’ di colla a caldo per fissare le parti che potrebbero staccarsi (specie i cavi) in seguito ad eventuali urti. La sicurezza non è mai troppa.

In questo frangente bisogna praticare un foro per il passaggio del cavo elettrico. Fate un nodo dalla parte interna del bromografo in modo che il cavo non si stacchi in seguito ad eventuali strattoni.

PASSO 4 – La parte superiore

Questa è probabilmente la parte più antipatica. Bisogna costruire la parte superiore, in cui alloggiare il vetro, e il coperchio.

Per l’alloggiamento del vetrole soluzioni sono 2:

  1. potete creare un foro rettangolare in 2 pannelli di compensato e sistemare il vetro in mezzo a mo’ di “sandwich”, ma per questo vi servirà un seghetto alternativo
  2. oppure potete mettere insieme 4 listelli per creare una “cornice” (per fissare il vetro, poi, useremo le staffe metalliche rigide, come in foto).

Io ho scelto la seconda soluzione, perché non avevo un seghetto alternativo e perché in questo modo la sostituzione del vetro è più agevole. Nella foto si può vedere il sistema di fissaggio. In questo caso vi consiglio di mettere dei piccoli pezzi di gomma o di spugna tra le staffe metalliche e il vetro per evitare che si spezzi.

Il coperchio va semplicemente tagliato e fissato con 2 piccole cerniere. Vi consiglio di incollare sotto il coperchio stesso una serie di panni tipo quelli usati per pulire la cucina, in modo da creare lo spessore giusto per tenere ferma basetta. Prendete poi tutti gli accorgimenti necessari a non far uscire la luce UV dal bromografo.

La luce UV danneggia gravemente la vista, quindi prestate molta, molta attenzione.

Ed ecco il nostro nuovo bromografo fatto in casa. A questo punto non resta che provarlo. Il procedimento completo per creare circuiti stampati con i fiocchi sarà presentato nel prossimo articolo. Ho evitato di scendere troppo nei dettagli per non allungare troppo la guida, ma per eventuali domande/dubbi/suggerimenti lasciate un commento oppure fate riferimento al forum.

Questo è solo un piccolo esempio di quello che si può fare con un’oretta o due di lavoro, ma la prossima volta vi mostro il bromografo che tengo a casa dei miei, con tanto di timer, di gran lunga più figo, o meglio ancora il mini-bromografo a LED!  :D

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6 commenti a “Costruire un bromografo in pochi passi. E i circuiti stampati saranno perfetti. Art attack time!”

  1. ciuco scrive:

    Ah sei di salerno…cmq sai che quello con il timer mi interessa tantissimo :D
    potresti mandarmi anche per quello le spiegazioni??

    • Debug scrive:

      Vivo a Milano, ma sono originario di Salerno :D
      Domani o dopodomani comunque posterò i progetti per il timer, per il quale però serve un PIC (tipo PIC16F84 o PIC16F628), che può essere montato internamente al bromografo o esternamente per essere utilizzato con svariati apparecchi elettrici

    • ciuco scrive:

      ottimo ho una marei di 16f84 a disposizione…sono un ing elettronico e mi diletto a giocarci… :D sarei curiosissimo di vederlo :D

  2. gabbeee scrive:

    ne hai fatto uno anche con i led? e dove hai trovato i led UV? ma poi non sono scarsissimi come luminosità?

    • Debug scrive:

      Non ho usato i LED UV. Il photoresist (la sostanza fotosensibile posta sulle basette) risponde alle lunghezze d’onda della gamma del blu oltre che a quelle ultraviolette (in alcuni casi la curva di sensibilità mostra addirittura un picco per la luce blu).

      Ho usato quindi un buon numero di LED blu da 5mm, l’importante è non scostarsi troppo dai 400nm di lunghezza d’onda degli ultravioletti. Sui siti tipo rs-online si trovano anche i datasheet dei led con relativa lunghezza d’onda della luce emessa. ;)

      Non mi sono serviti tantissimi LED perché volevo fare un bromografo piccolo.

      Il problema vero è dettato dal fatto che la luce emessa dal LED non è omogenea. Somiglia un po’ a quella delle vecchie torce. Quindi ho messo 4 file di LED su una basetta che faccio muovere su e giu, tipo la luce degli scanner, con un normale motorino DC. Basta fare le guide con un po’ di fil di ferro bello spesso, e gli ingranaggi si comprano nei negozi di elettronica/robotica/modellismo per qualche €.

      I tempi di esposizione ovviamente sono più alti, perché l’esposizione non è continua. Si attestano sui 4-5 minuti anziché 2, ma il risultato è molto, molto nitido

  3. henry13 scrive:

    interessante debug quiesti pic ricordano passioni datate (tipo smart card)………..secchia 1 e 2

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